Voci di Terra. Leggende e Tradizioni di Capannori. Sarà questo lo spettacolo che metterà in scena l’associazione 50&più Lucca al cinema-teatro Artè. L’evento – realizzato in occasione del compleanno del Comune di Capannori, nato il 24 settembre 1823 – è programmato per giovedì (24 settembre), alle 21, ed è stato presentato questa mattina (18 settembre) nella sede dell’ente di piazza Aldo Moro dal sindaco, Giordano Del Chiaro, da Rossana Sebastiani, vicepresidente dell’associazione 50&più Lucca, da Francesco Tomei, regista dello spettacolo, da Domenico Troiani, docente del liceo Passaglia, e da Ave Marchi per il Sistema museale territoriale della provincia di Lucca.
L’appuntamento, ad ingresso libero, ha avuto anche il contributo del sistema museale territoriale della provincia di Lucca nell’ambito del festival I musei del sorriso, oltre che del Comune di Capannori, e la collaborazione del liceo artistico musicale Passaglia di Lucca.
La drammaturgia e la regia sono a cura di Francesco Tomei del laboratorio teatrale 50&più. Delle scenografie e dei costumi se ne sono occupate le classi quinte G ed F del liceo Passaglia. L’illustrazione La voce della Terra è stata realizzata da Alice Puccioni della 5G e sarà esposta nel teatro durante lo spettacolo.
“Siamo molto contenti che nel giorno in cui ricorre il compleanno di Capannori – afferma il sindaco Del Chiaro – Artè ospiti uno spettacolo che mette al centro l’anima più autentica, la storia e le tradizioni del nostro comune ed alcuni elementi distintivi del suo territorio. Le tradizioni non sono semplicemente ricordi del passato, ma la linfa vitale del nostro presente e della nostra comunità, le nostre radici e quindi il fondamento su cui costruiamo il nostro futuro. Un sincero ringraziamento all’associazione 50&più Lucca, al liceo artistico Passaglia, al Sistema museale territoriale della provincia di Lucca e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento”.
“Abbiamo lavorato il più possibile con storie reali – spiega Tomei – che ci sono state raccontate e tramandate”.
“Questo progetto è nato dal primo legame con Rossana – rivela Troiano – che è stato da ponte per arrivare a realizzarlo. Poi c’è stato un grande lavoro con l’associazione e con Francesco. Ci hanno lavorato circa 40 ragazzi in questo progetto. Oltre alla scenografia, tra i 9 ed i 10 metri lineari, ci sarà anche una parte multimediale. Il fatto che lo abbiamo fatto ragazzi di 18/19 anni ha ancora più valore. Il progetto è partito ad ottobre 2025 e si è concluso due giorni fa. Da parte dei ragazzi c’è stato un impegno notevole, anche d’estate”.
Il loro percorso creativo sarà raccontato anche attraverso una mostra allestita nel foyer di Artè, dove il pubblico potrà scoprire il backstage del progetto, i bozzetti preparatori e alcuni materiali che documentano il processo di ideazione e realizzazione dell’apparato scenografico e dei costumi. Un modo per rendere visibile non soltanto il risultato finale sul palcoscenico, ma anche il lavoro, la ricerca e la creatività che ne hanno accompagnato la costruzione.
“La presentazione di questo spettacolo – dichiara Antonio Fanucchi, presidente dell’associazione 50&più – rappresenta per me una grande soddisfazione. Se da un lato l’attività teatrale vuole promuovere lo sviluppo espressivo, la socializzazione e il benessere degli associati, con questo progetto abbiamo creato una sinergia significativa con soggetti del territorio come il Comune di Capannori, il sistema museale della provincia di Lucca, il liceo artistico Passaglia, le associazioni del territorio”.
Lo spettacolo
Voci di Terra non vuole essere una ricostruzione storica tradizionale, ma un vero e proprio atlante emotivo di Capannori: uno spettacolo teatrale in tre atti unici che attraversa racconti, leggende, memorie e testimonianze per restituire l’identità di una comunità attraverso le sue voci, i suoi luoghi e il rapporto profondo tra persone e il vasto territorio capannorese. La regia è di Francesco Tomei, che ha guidato il percorso laboratoriale realizzato con il gruppo di adulti di 50&più Lucca cultura e formazione, protagonisti della rappresentazione. Un lavoro costruito nell’arco di un anno attraverso il teatro, il racconto e la ricerca, trasformando le memorie raccolte in una drammaturgia corale. Fondamentale è stato infatti il coinvolgimento delle realtà che custodiscono e studiano la memoria locale. Alla ricerca delle fonti sulla storia e sulle tradizioni di Capannori hanno contribuito l’associazione Il Ponte, l’associazione La Ruota e il Gruppo archeologico capannorese, mettendo a disposizione conoscenze, testimonianze e materiali che hanno alimentato il processo creativo con una serie di conferenze, realizzate nel Comune per costruire lo spettacolo. La musica dal vivo del fisarmonicista Fabio Bartolomei accompagnerà la rappresentazione, contribuendo a evocare le atmosfere, le memorie e le sonorità della tradizione popolare.
Sul palco prendono forma tre differenti universi narrativi: Le corti che parlano, dove la vita quotidiana, gli aneddoti e le memorie delle corti contadine, raccolti attraverso le testimonianze del già sindaco Olivo Ghilarducci, dell’associazione Il Ponte e di Luciano Fanucchi diventano racconto corale; La quercia delle streghe, che intreccia la figura di Lucida Mansi, figura leggendaria della lucchesia e ideale antesignana dell’immaginario legato alle streghe, con la celebre Quercia di San Martino in Colle e con le voci di donne emarginate, giudicate e tramandate dalla memoria popolare capannorese; e Il mulino che cammina, che ripercorre il viaggio dell’esploratore capannorese Carlo Piaggia e ci conduce verso una Capannori dell’acqua e della terra, dalle gore ai mulini, dalle sorgenti alle colline, fino al Monte Faeta, luogo simbolico di radici, memoria e appartenenza. Emerge una Capannori raccontata attraverso le corti, le donne, i racconti tramandati, le leggende, l’acqua, gli alberi, il lavoro, le partenze e i ritorni. Un territorio che nello spettacolo non rimane semplice sfondo, ma diventa esso stesso protagonista.
















